PERIODO CONSIGLIATO maggio - novembre
DISLIVELLO SALITA > 250 m
PARTENZA San Martino (923 m)
TEMPO SALITA - 1 ora
DIFFICOLTA’ - T
Attraverso grandi foreste di abete e di faggio, la passeggiata
ai Bagni di Masino trova proprio nella meta il suo momento più
emozionante.
Dalla piazza centrale di San Martino (923 m) si prosegue lungo la provinciale
per i Bagni di Masino. Oltrepassati alcuni tornanti tra le case ci si
affaccia sul Piano della Bregolana, attraversato dal nastro asfaltato
con un lungo rettifilo.
Sulla sinistra si trovano tre ponti successivi che permettono di superare
il Torrente Masino; se imboccate l’ultimo sarete accompagnati
dai segnavia bianco/rossi. Il sentiero, lungo la sponda opposta, continua
grossomodo a costeggiare il corso d’acqua in leggera salita entro
una fitta pecceta. Sfiorata una radura circondata dal bosco si attraversano
piccoli alvei torrentizi asciutti primi di incrociare nuovamente la
strada provinciale.
Seguendo la carrozzabile in discesa per un centinaio di metri si oltrepassa
il ponte sul Masino per imboccare subito a sinistra la vecchia strada
per i Bagni. Questo comodo tracciato guadagna quota con alcuni pigri
tornanti, rientrando presto tra gli abeti.
Un filare di aceri precede le strutture termali dei Bagni di Masino
(1172 m; aperte da giugno a settembre), attorniate da boschi scuri e
sovrastate da slanciate vette granitiche.
L’escursione può proseguire, oltre gli stabilimenti termali,
nel breve pianoro dal quale partono i sentieri per i rifugi in quota.
Qui, presso un bivio, si prende a sinistra scavalcando un ponticello
in pietra e, di nuovo a sinistra, un secondo ponte dal quale si accede
a un bellissimo prato costellato di massi. Questi blocchi di granito
ghiandone si prestano ottimamente a un tipo di arrampicata detta appunto
sassismo o bouldering.
Si tratta di superare passaggi difficilissimi… a pochi centimetri
da terra, protetti da un materassino e dalle braccia dei compagni.
Lasciata a destra la baita del Punto Informativo Ersaf si attraversa
il prato per intero fino a ritrovare i segnavia bianco/rossi. Verso
sinistra, tra abeti monumentali e radure, oltrepassata la vecchia Casera
dei Bagni oggi sede del Centro didattico ERSAF si entra finalmente nel
cuore dell’importante Foresta dei Bagni. A parte un’area
deIimitata al cui interno vengono effettuate varie analisi ambientali,
potete gironzolare liberamente in quella che è ritenuta una delle
foreste primogenie delle Alpi, tra gli abeti della parte alta e grandi
faggi più in basso, tra massi di granito spesso rivestiti per
intero da un consistente strato di muschi. Attenzione agli scherzi dei
folletti!
LA FONTE TERMALE DEI BAGNI DI MASINO
La fonte
termale dei Bagni di Masino situata a 1172 metri di quota nella valle
omonima, è conosciuta dagli abitanti sin dai tempi più
remoti. Il primo documento che attesta la presenza di una seppur minima
struttura nei pressi della sorgente, un bagno appunto, risale al 1462,
quando il Podestà di Morbegno, Morosio da Vimercate, elogiò
le proprietà di quest’acqua nientemeno che al Duca di Milano
Francesco Sforza.
Le proprietà curative della fonte, ne diffusero rapidamente la
fama tanto che già nel Cinquecento molti nobili milanesi vi si
recavano nel periodo estivo soggiornando nell’unica, modesta locanda.
Sono di questo secolo anche le
prime analisi scientifiche dell’acqua, che sgorga in una grotta
naturale alla temperatura di 38° con caratteristiche mediominerali
solfato-calciche-radioattive e proprietà diuretiche.
Fino alla metà deI 1700 i frequentatori aumentarono costamente,
così come la qualità delle strutture ricettive, nonostante
una grande valanga, nel 1701, avesse distrutto quasi completamente il
complesso.
A partire dal 1832 ci fu un sostanziale rinnovamento delle strutture
ricettive, fino ad allora prevalentemente in legno, che fece aumentare
di molto il numero dei frequentatori dal 1836 al 1845 si registrarono
circa tremila visitatori per un totale di 28000 giornate di presenza.
L’apertura della strada carrozzabile, avvenuta nel 1847 fino ad
allora si giungeva ai Bagni solo a piedi o a cavallo fu un ulteriore
passo avanti. I Bagni di Masino negli anni della Belle Epoque, non dovevano
essere molti dissimili da quei centri termali ben descritti da Maupassant:
infermi veri, che salivano quassù fiduciosi nelle proprietà
curative delle acque, donne afflitte da sterilità che tornavano
a casa incinte, nobili e borghesi in cerca di assoluto relax e sfaccendati
in cerca di avventure sentimentali...
Nei 1922 venne costruito l’albergo “nuovo”, che è
quello attuale. Il complesso dei Bagni conserva anche oggi quell’aura
romantica di fin de siècle che può piacere o mettere a
disagio: grandi edifici immersi nella frescura di un fitto bosco di
abeti e faggi, tra i quali la luce di un sole filtra obliqua, alla base
di incombenti pareti di granito che contribuiscono, a imprimere un certo
senso di isolamento.
L’Hotel Terme Bagni Masino offre oggi un raffinato servizio alberghiero
con cucina tipica particolarmente curata oltre, ovviamente, alla struttura
termale dotata di vasche e idromassaggi, nonché possibilità
di aerosol, inalazioni e irrigazioni.