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Passando
tra i centri abitati della Val Masino non si possono non notare i numerosi,
grandi murales dipinti sui muri delle case. Pur non essendo una tradizione
valligiana - come invece per i numerosi affreschi raffiguranti la Madonna
e i Santi, presenti un pò ovunque - questi murales illustrano le
peculiarità di queste montagne e delle genti che le abitano. L’iniziativa
venne promossa intorno agli anni Ottanta da un gruppo di artisti che,
d’accordo con l’amministrazione, decise di dare il benvenuto
ai visitatori descrivendo la storia della vallata, le sue tradizioni contadine
e montanare, la sua religiosità, le bellezze naturali nonchè
gli sport all’aria aperta, che vi si possono praticare. Tra le varie rappresentazioni, che i residenti resero possibili mettendo a disposizione i muri delle proprie abitazioni, sono particolarmente suggestive le opere: “La chiamata dell’erba”, “Quei due” e il “Gigiat”, probabilmente la più famosa. Il Gigiat è una figura leggendaria che, nel tempo, ha varcato i confini della Val Masino. Benchè non esista un’univoca descrizione orale dell’essere, che in pochi hanno visto, questi dovrebbe assomigliare a un gigantesco incrocio tra un caprone e uno stambecco. “Mala sorte a chi venisse sorpreso, dal gigiat, irrispettoso della natura” recita più o meno il murales; grandi onori a chi, invece, lo avvistasse dandone notizia. Siete avvisati... |
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