La storia del Sasso Remenno in quanto tale che con i suoi 500.000 m3 è il più grande monolito d’Europa cominciò, anno più, anno meno, circa diecimila primavere or sono.
Probabilmente fino a quell’epoca il ghiacciaio della Val Masino, che presso Biolo confluiva nell’immenso ghiacciaio dell’Adda, aveva fatto da sostegno ad alcune grandi pareti fratturate del Monte Lobbia. Ma con il ritirarsi dei ghiacci quel sostegno venne lentamente a mancare, provocando un immane scivolamento di quei ciclopici lastroni in un nuvolone di polvere. Con il diradarsi delle polveri si scoprì l’insieme, di massi grandi e piccoli che caratterizzano questa zona della media Val Masino. Il Remenno, che in valle viene chiamato semplicemente preda, sasso appunto, venne sfruttato dagli abitanti sin da tempo immemorabile per falciare il fieno sulla sua piatta sommità. Ancora oggi, sul versante ovest, si possono riconoscere, circa a metà parete, alcuni gradini intagliati proprio a questo scopo. In tempi relativamente recenti, quando in Val Masino iniziò l’attivitá estrattiva del granito, la preda venne risparmiata per via della qualità non eccezionale della roccia, secondo il criterio dei cavatori. Questo fatto rappresenterá un’indubbia fortuna per gli scalatori che verranno di li a poco... Il ruvido granito del Remenno venne affrontato dai primi rocciatori probabilmente già ai primi del Novecento ma fu iI nascente Soccorso Alpino, negli anni Cinquanta, a farne una palestra attrezzata per le esercitazioni di recupero in parete e per la laboriosa e spettacolare progressione in arrampicata artificiale. Verso il 1975 furono i cosiddetti sassisti a portare una ventata di novitá, sfruttando a mani nude, magnesite e scarpette da arrampicata le piccolissime asperità della roccia e la sua famosa aderenza. Questo pressoché infinito “laboratorio” di arrampicata si è esteso nel tempo a pareti di ogni difficoltà e inclinazione, sia sul Remenno che sugli innumerevoli massi circostanti e ogni anno migliaia di arrarripicatori provenienti da ogni parte d’Europa vengono qui a “scuola di granito”. Oggi nell’area esistono più di 200 itinerari ben attrezzati per l’arrampicata sportiva, di difficoltà dal 4° all’11° grado, che la rendono adatta veramente a tutti, dal principiante al top climber. La Val Masino è attrezzata anche in caso di pioggia, presso il Centro Polifunzionale della Montagna a Filorera è attiva una moderna palestra per l’arrampicata indoor.